Bere BIRRA in Francia!

La nazione dei grandi vini ha anche una tradizione birraria che risale ai galli. Questa tradizione sorprende meno al Nord che al Sud, benché in passato vi siano stati grandi mastri birrai persino in Provenza. Le due zone interessanti per il loro stile si trovano però al Nord, mentre nel resto del paese la maggior parte delle birre non offre particolari attrattive. La meno nota delle due aree di birrificazione si trova nel Nord-Ovest, tra il dipartimento del Nord e il Pas-de-Calais, vicino alla città di Lilla sul confine belga. Qui l’influenza è naturalmente belga e vi si producono specialità di alta fermentazione in piccole fabbriche artigiane. In anni recenti la loro sistematica chiusura rischiò di collocare l’ipotetico consumatore nella posizione di un antropologo sulle tracce di una civiltà perduta, ma un rinnovato interesse per le tecniche birrarie artigianali ha attirato l’attenzione su una di queste bières de garde ( birre di cantina ), la Jenlain, e convinto altri fabbricanti a riscoprire antiche tradizioni. La Jenlain viene ancora prodotta col metodo dell’alta fermentazione e alcune miscele similari, preparate con il metodo lager, hanno ottenuto un discreto successo. Coma la Jenlain.le altre birre di questo stile si riconoscono dalla bottiglia col tappo di sughero e la gabbietta tipica dello champagne.
La zona birraria più conosciuta si trova a Nord-Est, in Lorena e soprattutto in Alsazia, vicino Strasburgo sul confine tedesco. Qui l’influenza è tedesca, come del resto la lingua, e le birre sono lagers prodotte in grandi fabbriche su ampia scala. Tuttavia non hanno il carattere pieno e maltato delle miscele oltre frontiera, sono anzi piuttosto indecise e fruttate, caratteristica dovuta forse al diverso tipo di orzo (francese ) usato per la maltazione.
Mentre il Nord-Est conta il maggior numero di piccole fabbriche, il Nord-Ovest produce la maggior quantità di birra. L’industria birraria francese è concentrata in poche mani: il gruppo BSN, differenziato in vari settori ( cibi, bevande, fabbricazione di bottiglie ), possiede Kronenbourg, La Meuse e altri prodotti; l’Union de Brasseries, controllata da una compagnia di assicurazioni, è proprietaria di Slavia, 33 e Porter 39; dell’olandese Heineken fanno parte Ancre e Mutzig e della belga Artois Motte Cordonnier e Vèzélise; vi sono due altre solide aziende francesi, la Pelforth e la Fischer/Pècheur. In Francia le birre di largo consumo hanno brevi periodi di stagionatura (12-21 giorni) e contengono fino al 30% di cereali aggiunti.
ACADEMIE DE LA BIERE
Una meta imperdibile per gli amanti della buona birra è l’Academie de la biere.

Dagli inizio degli anni ’60, questo locale serve birre e piatti semplici ad un pubblico variegato, ma mai snob.
Prima di tutto vediamo dove si trova: 88 bis, Bd de port Royal nel 5° Arrondissement. Per chi vi si reca coi mezzi: uscite dalla fermata dell’RER B (che passa anche per il pieno centro) a Port Royal. C’è una sola uscita, non potete perdervi. Girate a sinistra, scendete lungo il Bouvelard e dopo un centinaio di metri trovate il locale sulla vostra sinistra. Si può bere e cenare all’interno o nell’ampia terrasse sul marciapiede, dov’è consentito fumare.
Importante: è aperto e serve da mangiare (e bere) dalle 10 alle 2 di mattina (venerdì e sabato fino alle 3). Il personale è simpatico, cordiale, alla mano e, incredibile da queste parti, poliglotta (hanno qualche difficoltà con l’italiano, ma inglese e spagnolo senza problemi). All’interno tavoli di legno, anche tavoloni, a volte un pò addossati gli uni agli altri e panche. All’esterno tavoli più comodi e sedie impagliate. Tovagliette di carta, menu chiaro, pane a volontà e non manca neanche la salvietta al limone per pulirsi le dita dopo aver mangiato le cozze (vedi oltre). A volte risulta rumoroso poichè è frequentato da studenti, famiglie, professionisti, raramente da turisti.
Ma veniamo alle birre: ne hanno una dozzina alla spina, per lo più belghe, tra cui spiccano Westmalle, Saint Feuillien e Maredsous (sia la blonde sia l’ambree). In bottiglia c’è quasi tutto quello che sognate. La cucina spazia dai salumi ad un’ottima carbonade, oltre alle consuete bistecche e wurstel. Ottime le patatine fritte. La specialità del locale però sono le cozze (mules), consegnate ogni giorno e accompagnate dalle patatine. I dolci sono di produzione propria e consiglio la tarte tatin, fatta con tutti i crismi.
Quanto si spende? Per essere a Parigi i prezzi sono abbordabili. La pinta costa 8 euro, ma in orari di Happy Hour (15:30 – 19:30) ne costa solo 5,50. Per le birre in bottiglia dipende dalle marche. Mangiare non costa tanto, per cui in totale ve la cavate con una trentina di euro.


